Alternativa Natzionale: la posizione di Collu

Con la conferenza stampa dello scorso 15 ottobre al T-Hotel di Cagliari si cambia rotta annunciando un “nuovo percorso politico basato sulla costruzione di una innovativa comunità politica civico-indipendentista”. La redazione di Pesa Sardigna ha deciso di dare mandato alla scrittrice  Daniela Piras di realizzare una serie di interviste ai portavoce di tutti i movimenti politici che si dichiarano favorevoli all’indipendenza, per meglio capire le ragioni di chi ha aderito e di chi non ha aderito al progetto dell’ “Alternativa Nazionale”, cioè a quello che attualmente è l’unico progetto alternativo al sistema politico coloniale italiano. Ecco la quarta intervista al segretario di ProgRes (Progetu Repùblica de Sardigna), Gianluca Collu.

  1. Perché avete deciso di aprire un tavolo di dibattito con altre organizzazioni indipendentiste e in cosa consiste esattamente questo processo di convergenza nazionale intrapreso? Perché proprio oggi affrontare un processo di riunificazione nazionale, dopo anni di divisioni e di dispersioni di forze, secondo voi può avere un indice di successo?     

Partiamo da una premessa di base: l’epopea minimalista delle organizzazioni indipendentiste sarde, che singolarmente non sono mai andate oltre il 4%, ha fatto il suo tempo. L’eccessiva balcanizzazione ha portato i soggetti politici sardi divisi ad attuare da un lato strategie di alleanza con i partiti italiani di centrodestra e centrosinistra – i quali, nonostante fossero nella maggioranza di governo, non hanno prodotto alcun passo in avanti nella emancipazione politica, economica e sociale della nostra nazione – dall’altra ad avanzare delle proposte che seppur interessanti, innovative e giuste, nell’ottica di non collaborazione con i blocchi italiani, non sono riuscite comunque ad ottenere un risultato soddisfacente che permettesse a tali soggetti di entrare nel Parlamento sardo.

Tuttavia il progetto indipendentista e civico che, alle scorse elezioni nazionali, ProgReS – Progetu Repùblica ha proposto ai cittadini sardi, malgrado una legge elettorale indegna ci abbia tenuto fuori dalle istituzioni, ci ha permesso di conseguire un risultato storico e la consapevolezza della giusta strada da percorrere. Per questo motivo riteniamo necessario coinvolgere il maggior numero di organizzazioni sarde così da ottenere maggiore forza ed entusiasmo alla realizzazione di una concreta alternativa di governo; una volontà che abbiamo espresso in tempi non sospetti, già da Dies de Festa 2014 – la festa nazionale del nostro partito – a Cagliari, appena dopo le elezioni, in cui invitammo al dibattito quei soggetti politici che, non alleandosi con gli schieramenti italiani come noi, erano rimasti esclusi dal Consiglio sardo. Il confronto da allora è andato avanti, un confronto al quale abbiamo invitato ripetutamente i responsabili politici dei partiti per far sì di creare una piattaforma politica plurale che mettesse al centro dei propri interessi la Sardegna. Il lavoro comune ci ha permesso lo scorso ottobre a Cagliari, assieme a Gentes, Sardigna Libera, Sardigna Natzione e al Fronte indipendentista Unidu, di ufficializzare l’apertura di uno spazio politico attualmente denominato “Pro s’Alternativa Natzionale”, che ritengo sia una valida prospettiva di sintesi e ricomposizione delle forze nazionali sarde.

  1. Pensi che questo progetto di convergenza possa dare delle speranze di ripresa a quest’isola, anche considerando i dati allarmanti pubblicati sul sito SSEO che avete presentato nell’incontro realizzato a Bauladu il 13 novembre 2016?

Me lo auguro vivamente. Gli open data elaborati dal nostro responsabile della formazione Frantziscu Sanna, nonché direttore scientifico di SSEO, tracciano uno scenario a tinte decisamente fosche per il futuro della nostra Isola. Senza un radicale e immediato cambio di prospettiva, senza la messa in atto di politiche strutturali, assisteremo nei prossimi anni a un disastro senza precedenti. Abbiamo una disoccupazione del (50%) ai livelli della Grecia in default; abbiamo il tasso di spopolamento più alto tra le isole europee: mentre la Corsica nei prossimi decenni aumenterà la sua popolazione del 50%, noi perderemo il 34% degli abitanti. Abbiamo il più basso indice di fertilità al mondo; tra le regioni europee abbiamo il maggior numero di giovani che non studiano, non si formano e non cercano un lavoro, i cosiddetti NEET; subiamo una forte emigrazione di persone altamente formate.

Servono risposte urgenti e progetti non estemporanei che in primis ridiano fiducia al nostro popolo e speranza per un futuro migliore in questa terra. Siamo consci che dovremo affrontare dei problemi complessi e di non facile soluzione ma proprio per questo è fondamentale unire le forze e le competenze per un progetto di governo credibile che nel medio-lungo periodo possa far risorgere il nostro Paese.

  1. Rispetto all’esperienza affrontata nel 2014 in Sardegna Possibile, in cosa pensi sia differente il processo presentato a Cagliari questo ottobre, considerando che, come SP, è aperto sia agli indipendentisti, sia ai civici?

Sicuramente il processo di sintesi politica intrapreso assieme alle componenti che attualmente siedono nella mesa natzionale, a livello concettuale, è in linea con la proposta che a suo tempo facemmo con la coalizione per le nazionali del 2014.

L’attuale spazio politico tuttavia si differenzia per una maggiore inclusività tesa al coinvolgimento di tutte le forze politiche dell’arco nazionale sardo, oltre che per aver avuto la lungimiranza di iniziare la costruzione di un’alternativa politica lontano dal periodo elettorale, solitamente più complicato per la messa in atto di progetti ad ampio respiro come questo.

Un progetto che ha l’ambizione di andare oltre la mera contingenza della campagna elettorale per favorire una stabile piattaforma politica che nel prossimo futuro sarà capace di offrire alle sarde e ai sardi una forte e credibile alternativa indipendentista di governo nazionale.

  1. Avete espresso una posizione chiara per la riscrittura dello statuto. Pensate possa essere uno dei temi in grado di avvicinare gli indipendentisti che ad oggi non hanno aderito alla Mesa Natzionale?

Abbiamo un’idea precisa sulla necessità di ampliare i margini di sovranità per la nostra nazione, per uscire dalla condizione di subalternità ed innescare immediatamente quei processi economici, culturali e sociali capaci di invertire la deriva verso l’estinzione che attualmente stiamo vivendo, sentiamo l’esigenza politica di una profonda riforma dello Statuto sardo che, salvo qualche marginale modifica, risale al lontanissimo 1948.

Per questo pensiamo che la riscrittura dello Statuto, più che avvicinare gli indipendentisti, debba avvicinare i cittadini sardi tutti; perché parliamo della salvaguardia dei nostri diritti, della difesa dei nostri interessi, perché parliamo del futuro della nostra terra e del suo popolo.

Dovremo essere coscienti di questo quando in maniera partecipata riscriveremo la Carta fondamentale dei sardi e del fatto che i problemi della nostra isola sono strettamente correlati al paradosso politico di una “autonomia” che ci tiene con le mani e i piedi legati. Basterebbe leggere i primi quattro articoli dello statuto per capire come ogni nostra possibile scelta su quelle che sono le nostre competenze sono subordinate al rispetto degli interessi nazionali italiani.

È tempo che si avvii una fase costituente per una riforma partecipata e condivisa dello Statuto sardo, che impegni le forze nazionali, una volta al governo, all’approvazione del documento e all’immediata apertura del confronto con lo Stato italiano, consapevoli che di fronte a noi non avremo un amico dei sardi: lo Stato ha sempre difeso i propri interessi, i quali non hanno mai collimato con gli interessi nazionali sardi.

 

Per leggere le altre interviste clicca qua:

Intervista a Bustianu Cumpostu:
http://lnx.pesasardignablog.info/2017/01/08/alternativa-nazionale-la-posizione-di-compostu/

Intervista a Pier Franco Devias:
http://lnx.pesasardignablog.info/2017/01/11/alternativa-nazionale-la-posizione-di-devias/

Intervista a Claudia Zuncheddu:
http://lnx.pesasardignablog.info/2017/05/14/alternativa-natzionale-la-posizione-di-claudia-zuncheddu/

Intervista a Cristiano Sabino e Alessandra Ruggiu:
http://lnx.pesasardignablog.info/2017/03/01/alternativa-natzionale-le-posizioni-di-ruggiu-e-sabino/