Alternativa Nazionale: la posizione di Cumpostu

bustianuCon la conferenza stampa dello scorso 15 ottobre al T-Hotel di Cagliari si cambia rotta annunciando un “nuovo percorso politico basato sulla costruzione di una innovativa comunità politica civico-indipendentista”. La redazione di Pesa Sardigna ha deciso di dare mandato alla scrittrice  Daniela Piras di realizzare una serie di interviste ai portavoce di tutti i movimenti politici che si dichiarano favorevoli all’indipendenza, per meglio capire le ragioni di chi ha aderito e di chi non ha aderito al progetto dell’ “Alternativa Nazionale”, cioè a quello che attualmente è l’unico progetto alternativo al sistema politico coloniale  italiano. Di seguito la prima intervista al leader di Sardigna Natzione, Bustianu Compostu.

  1. In base alla tua esperienza, in cosa credi che il progetto presentato da Sa Mesa Natzionale si discosti da altri tentativi di unificazione del movimento effettuati in passato?

Si discosta proprio perché non è un progetto di unificazione ma un progetto per fare sistema, per costruire un sistema politico natzionale che sia nei confronti del sistema politico occupante, alternativo, sostitutivo, disgiunto, non collaborativo, non complementare e non oppositivo, in grado di andare oltre la reazione e passare all’azione.

L’ambito di riferimento saranno le espressioni politiche, civiche, culturali, sociali natzionali o locali e tutti i sardi che si riconoscono nella natzione sarda. Indipendentisti, sardisti, sovranisti, autonomisti e tutti i sardi di qualunque fede politica o religiosa i cui valori condivisi sono, il riconoscimento dell’esistenza della nazione sarda e il suo diritto a decidere; il diritto all’autodeterminazione del popolo sardo; il rispetto dei diritti civili, politici e umani; il rifiuto delle ideologie basate su violenza, prevaricazione e razzismo; la non disponibilità a fare l’interesse dei partiti e dei movimenti unionisti e centralisti; la democrazia, la partecipazione e la pluralità.

Sa Mesa Natzionale non è una alleanza tra indipendentisti ma un nuovo ambito dì concertazione permanente al di là di fini e scadenze prettamente elettorali. Un atto di fiducia reciproca per chiedere fiducia alla società sarda, per sottrarre la Sardegna alla marginalità, allo sfacelo, alla speculazione, per restituire ai sardi i diritti fondamentali di sovranità e cittadinanza, per tornare ad essere padroni e protagonisti del nostro futuro.

Sa Mesa Natzionale interpreta pienamente il progetto di Casa Comune proposto da Angelo Caria che da tempo aveva capito cosa fare “ca­pim­mo che la na­sci­ta di un mo­vi­men­to per l’u­sci­ta dal­la di­pen­den­za co­lo­nia­le era la con­di­zio­ne in­di­spen­sa­bi­le per­ché il no­stro po­po­lo, con le sue tra­di­zio­ni, la sua sto­ria mil­le­na­ria e la sua iden­ti­tà na­zio­na­le po­tes­se ot­te­ne­re i pro­pri di­rit­ti.”, “Que­sta con­sa­pe­vo­lez­za che pro­prio nel­l’au­to­go­ver­no stan­no le ri­spo­ste ai pro­ble­mi, ci por­tò a de­fi­ni­re il pro­get­to del­la Ca­sa Co­mu­ne dei Sar­di. Si trat­ta­va di su­pe­ra­re inu­ti­li stec­ca­ti per ri­co­strui­re l’u­ni­tà del no­stro po­po­lo che il co­lo­nia­li­smo ave­va di­sgre­ga­to.” Ma non solo la Mesa Natzionale serviva per aprire le porte a chi si era allontanato e aveva perso la strada di casa, “Da­re un de­ci­so se­gna­le a tut­ti i Sar­di che ave­va­no per­so il sen­so di ca­sa. Co­strui­re fi­du­cia e spe­ran­za per co­lo­ro che pen­sa­no d’es­ser sta­ti in­ghiot­ti­ti e di­ge­ri­ti da so­cie­tà più am­pie e che, con­si­de­ran­do un de­sti­no ine­lut­ta­bi­le quel­lo d’es­se­re su­bal­ter­ni”

Non ci sono altre strade, non crediamo nel partito unico dell’indipendentismo perché pensiamo che l’indipendentismo sia un universo politico normale con tutte le legittime diversità politiche. Per lo stesso motivo non crediamo nel partito egemone, che prevalga sulle altre espressioni indipendentiste, crediamo nella casa comune, non solo dell’indipendentismo ma di tutte le espressioni politiche endogene, che facciano sistema e si preparino a governare la natzione che li ha espressi.

  1. Quale pensi sia il contributo maggiore che può apportare Sardigna Natzione, in quanto movimento storico?

Sardigna Natzione è la madre dell’indipendentismo moderno, è il cavo guida al quale agganciarsi, pur discostandosene, legittimamente, per non perdere di vista s’andala de s’indipendentzia. Non è facile interpretare questo ruolo senza cadere nel purismo sterile e eremitano, bisogna mettere a disposizione delle altre espressioni sarde endogene spazi di condivisione, sia in ambito indipendentista che in ambito natzionalista e anche in ambito natzionale. SNI ha capito da tempo che l’ambito da rafforzare e da far diventare sistemico è l’ambito natzionalista, che è forse meglio chiamare statolesnatzionalista, e che questo compito spetta all’ambito indipendentista, in quanto il più consapevole.  Sardigna Natzione nella Mesa Natzionale, sarà il cervello storico che darà radici alle formazioni nuove e a sa Mesa Natzionale, la quale è, ripeto, l’obiettivo primario del programma politico di SNI. Abbiamo esperienza, abbiamo costruito, insieme ad altri, tante case comuni, Sa Mesa de sos Sardos Liberos, Indipendentzia, Sardigna Libera, Unidade Indipendentista, Convergentzia Indipendentista, Soberania, abbiamo capito gli errori commessi, ne faremo memoria ed eviteremo di farli nella costruzione della Mesa Natzionale.

  1. Durante l’incontro di Bauladu, organizzato per presentare il percorso proposto da Sa Mesa Natzionale, hai affermato che i movimenti che hanno aderito al progetto non debbano per forza essere allineati su tutto; ad esempio, non tutti hanno la stessa idea riguardo il referendum costituzionale del 4 dicembre. C’è invece qualcosa di imprescindibile che ritieni debba accomunare i movimenti aderenti al progetto?

La novità e la forza di sa Mesa Natzionale è proprio nel saper valorizzare il condiviso e mettere in secondo ciò che non lo è. Tutti i sistemi si reggono su questo principio, anche quello occupante italiano, il quale, in Sardegna, riesce a fare sistema su una sola condivisione quella di mantenere l’ocupatzione.  Se il sistema occupante, pur logorato dagli scontri che gli derivano dai feudi politici madre, riescono non solo a tenere l’occupazione ma a coinvolgere nel sistema occupante anche espressioni politiche endogene, vuol dire che fare sistema, da forza ed è necessario per potersi confrontare e scontrare.  Abbiamo il dovere di fare sistema e lo faremo, lo faremo superando leaderismi e chimere egemoniche.

  1. Come ritieni ci si debba muovere per coinvolgere il più possibile le sensibilità indipendentiste dell’isola, specialmente coloro che attualmente non sono iscritti a nessuna organizzazione?

Esiste una immensa galassia di indipendentisti, natzionalisti e sardisti in genere, delusi, in sospensione e in attesa dell’occasione per riattivarsi o attivarsi, di spendere la propria quota di responsabilità generazionale per dare una speranza di libertà alla propria natzione, che non può rimanere ancora impedita e umiliata dall’ultimo occupante. Abbiamo perso gente per strada, abbiamo tutti delle grosse responsabilità, noi dei movimenti organizzati siamo stati gravemente insufficienti, bisogna trovare il modo per dare parola e spazio alla nostra gente, a tutti quelli che come noi vogliono fare la stessa nostra lotta. Con questo obiettivo sa Mesa Natzionale organizzerà, una serie di conferenze dibattito zonali, delle open conference e tavoli tematici e si strutturerà in modo che tutti possano entrare nel progetto e esserne protagonisti. Alla struttura organizzativa, che sarà aperta e rappresentativa si affiancheranno le assemblee generali e zonali e una struttura web da studiare in modo da coinvolgere tutto l’ambito degli aderenti al progetto, compresi quelli senza tessera di movimento, ci sarà un solo paletto, quello cercare condivisioni e non divisioni.

Non sarà facile ma se chi è nelle forme organizzate e anche chi non lo è sono disposti a rinunziare a qualcosa, si potrà avere molto.

Per leggere le altre interviste clicca qua:

Intervista a Pier Franco Devias:
http://lnx.pesasardignablog.info/2017/01/11/alternativa-nazionale-la-posizione-di-devias/
Intervista a Ruggiu e Sabino:
http://lnx.pesasardignablog.info/2017/03/01/alternativa-natzionale-le-posizioni-di-ruggiu-e-sabino/

Intervista a Gianluca Collu:
http://lnx.pesasardignablog.info/2017/04/17/alternativa-natzionale-la-posizione-di-collu/

Intervista a Claudia Zuncheddu:
http://lnx.pesasardignablog.info/2017/05/14/alternativa-natzionale-la-posizione-di-claudia-zuncheddu/